Autori: Eric Ries

Editore: Franco Angeli, 2019, pp. 332 € 33.00

Genere: innovation management

Chiave di lettura: I principi del management imprenditoriale  per trasformare la cultura aziendale  e promuovere una crescita a lungo termine

Frasi-chiave: Questo libro offre tecniche collaudate per riaccendere lo spirito imprenditoriale di un’azienda o, se è ancora vivo, per impedire che vada perduto. Se siete un leader di un’impresa o di un team, questo libro vi indicherà il piano da seguire per trasformare la vostra struttura in modo che sia in grado di trovare nuove fonti di crescita a lungo termine”


Quando nel 2011 uscì Lean Startup (in Italia con il titolo Partire leggeri, Rizzoli Etas), il nome di Eric Ries circolava perlopiù nel mondo delle startup della Silicon Valley. Ma come quel libro sbarcò oltreoceano, il suo autore divenne una fonte d’ispirazione per ogni imprenditore impegnato in processi d’innovazione. Il modello di Ries, svecchiava le lente e farraginose logiche della Ricerca & Sviluppo, aggiornandole con strumenti più veloci e iterativi, e una visione del business adatta a ridurre gli sprechi e governare l’incertezza. Il suo approccio fece subito presa. In pochi anni Lean Startup è diventato un movimento con milioni di seguaci. E il suo libro, una bibbia di cui tutti attendevano il seguito.

Con La Starup Way, prontamente tradotto da Franco Angeli, Ries fa tesoro delle esperienze maturate in aziende leader come GE (dove ha avviato la trasformazione FastWorks) Toyota, Airbnb, Twilo, e molte altre. E le traduce in case history esemplari. Inoltre, attraverso le tre fasi del processo di trasformazione organizzativa, spiega come destrutturare l’azienda, equilibrando nuovi e più consolidati approcci manageriali. La Starup Way è un libro denso e rigoroso, solido e approfondito, anche se di non facile lettura. Ma questo non necessariamente è un difetto, semmai un invito per fermarsi a riflettere, a ponderare ogni capitolo, rileggendolo per coglierne appieno le sfumature e le possibili implicazioni per la propria azienda. La Starup Way è un libro che pone domande cruciali: come sviluppare nuovi prodotti per nuovi mercati senza perdere i clienti attuali? Come garantire l’accountability delle persone che lavorano con spirito imprenditoriale senza mettere a repentaglio il core business dell’azienda? Come creare una cultura che mantenga l’equilibrio fra necessità legate alle attività in corso e nuove fonti di crescita? Come incoraggiare le persone ad assumere una mentalità imprenditoriale?

La risposta è raccolta in questa nuova visione del business che aiuta manager e leader ad accogliere la distruption come un’opportunità, a considerare lo sviluppo tecnologico come una preziosa fonte di rinnovamento, a incoraggiare l’imprenditorialità come requisito fondamentale in tutti i dipendenti, a qualunque livello gerarchico: “Perché non possiamo mai sapere – precisa Ries – da dove arriveranno le idee nuove e sorprendenti”, a trovare l’anello di congiunzione fra i più consolidati approcci manageriali e la visione più dirompente delle startup. “Nella Startup Way – scrive Ries – l’imprenditorialità è una disciplina di management, un nuovo modello di organizzazione, valutazione e allocazione delle risorse per l’attività di un’impresa. È una filosofia che rimpiazza un modello organizzativo datato che frena oggi molte aziende, offrendo nuove linee guida su come un’impresa moderna dovrebbe lavorare per generare crescita sostenibile attraverso l’innovazione continua. Al posto dell’attuale sistema manageriale, vincolato alla pianificazione e alla previsione, la Startup Way crea un sistema che accoglie favorevolmente velocità e incertezza e arriva persino a prosperare grazie ad entrambe”.

Per tradurre la Startup Way in una nuova cultura organizzativa, Ries suggerisce cinque strategie: 1) Innovazione continua, perché troppi leader puntano a inseguire un’unica innovazione decisiva. 2) La startup come unità atomica del lavoro, distinta da altre tipologie di team di progetto cui le imprese ricorrono solitamente per creare cicli d’innovazione continua e sbloccare nuove fonti di crescita. 3) L’imprenditorialità dovrà diventare parte del DNA aziendale, inserita persino nell’organigramma con una specifica funzione e risorse autonome da dedicare alla sperimentazione. 4) Dar vita a una seconda fondazione, apportando un profondo cambiamento alla struttura dell’impresa che equivale a rifondarla. 5) Puntare alla trasformazione continua perché il cambiamento è ormai permanente e pervasivo.

Il nuovo libro di Ries è ricco di idee e di argomentazioni su come, perché  e quando intraprendere una Startup Way. Particolarmente interessante il capitolo sulla Teoria Unificata della Imprenditorialità, e non è l’unico. Fra i tanti libri manageriali in circolazione, eccone finalmente uno che non ha solo modelli e tools da proporre, ma valori da vivere e da diffondere: “Lo Startup Way è un sistema di management che contiene in sé  i semi della propria evoluzione in quanto offre ad ogni dipendente l’opportunità di diventare imprenditore. Ma l’impiego più importante dello Start Way non è quello di creare imprese migliori e più redditizie. È quello di fungere da sistema per costruire una società più inclusiva e innovativa”.